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Trovati 156 documenti.

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Lino
Immagine / Fotografia

Lino / Gasser, Werner

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Titolo / Responsabilità: Lino / Gasser, Werner

Descrizione fisica: fotografia : altezza 96 cm - larghezza 70 cm

Data:2016

Nota:
  • carta
  • alluminio
  • fotografato
  • stampato (stampa a pigmenti)
  • "Afae", questo il titolo scelto dall'artista per l'esposizione che presenta una serie di lavori inediti realizzati a Merano nel corso dell'estate 2016, è un termine latino che significa "polvere" e si riferisce all'esperienza del tempo vissuto fotografando gli interni di una villa storica meranese. Nell'aprile del 2016 la Fondazione "Navarini-Ugarte" ha invitato l'artista a visitare la propria sede, Villa Freischütz, un edificio liberty costruito nel 1909 e sito nel quartiere di Maia Alta a Merano. Dimora storica del collezionista d'arte Franz Fromm (1854-1941), abitata e arredata nel periodo della massima fioritura della cittadina come luogo di cura, la villa diventerà su volere dell'ultima erede di Fromm, la nipote Rosamaria Navarini (1926-2013), una casa museo che aprirà le porte al pubblico nel 2018. Da tre anni sono in corso lavori di riordino e catalogazione di tutti gli oggetti presenti nella casa: mobili, fotografie, decori e meraviglie d'ogni tipo. La sensibilità artistica di Wener Gasser è stata immediatamente colpita dal sapore d'altri tempi di questo luogo, dalle stanze piene di oggetti raccolti con attenzione e cura, dai riferimenti a un vissuto ormai perduto, misterioso, ma anche dalla situazione transitoria in essere a Villa Freischütz, un "caos calmo" in attesa di trovare un ordine inevitabilmente "altro" e voluto da altri. Tra cartoni, ceste e oggetti ammassati, Gasser ha accolto l'invito a fotografare gli interni in uno stato di work in progress, di disposizione precaria non ordinata secondo la volontà dei proprietari, in bilico tra un passato domestico e un futuro da casa museo. (Camilla Martinelli, in: testo per la mostra „afae“, Galleria 00A, Merano, 18-27/11/2016).
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Fotografia a colori dalla serie "Afae". Ed. 3/6 +1 AP. Due fagotti di lino bianco annodati e collocati su una sedia rivestita di stoffa blu con fantasia a fiori.

Soft Power I
Immagine / Fotografia

Soft Power I / Sula, Marina

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Titolo / Responsabilità: Soft Power I / Sula, Marina

Descrizione fisica: fotografia : con cornice altezza 151 cm - larghezza 81 cm - profondità 2.5 cm

Data:2016

Nota:
  • alluminio
  • fotografato
  • stampato
  • Die großformatigen Fotografien der Serie „Soft Power“ zeigen Nahaufnahmen der Künstlerin. Sie zeigen sie in intimen Momenten der Selbstfürsorge durch mystisch inszenierte Abläufe des Reinigens, Waschens und Trocknens der Haut mit Olivenölseife und weichen, weißen Handtüchern. Die Ambiguität und das Unbehagen, die bei der Betrachtung aufkommen – zu nah, als ob man ihre Haut berühren und gleichzeitig das Ganze aus der Ferne betrachten oder sogar angaffen könnte –, werden durch die augenscheinliche Performativität der Szenen intensiviert, in denen die Künstlerin ihre Bewegungen sorgfältig inszenierte, als ob sie sich schon selbst mit den Augen eines anderen sehen würde. Mit gleichzeitig eingesetzten Strategien der Werbung und Social-Media-Performance wie mit dem Blick aus liebevoller Nähe lösen diese Narrative der ritualisierten Wellness die Unterschiede zwischen dem Äußeren und dem Inneren, der Privatsphäre und der Entblößung auf. An eine perspektivische Darstellung von Praktiken und an den Glauben der absoluten Konnektivität und Selbst-Optimierung erinnernd, wendet sich Soft Power (2016) dem zunehmenden Verlangen und dem Druck zu, ein positives Bild der persönlichen Produktivität und Gesundheit zu vermitteln, in der Hoffnung, dass wir uns für den Blick des anderen sichtbar machen, der in der digitalen Wirtschaft zugleich opak, unberechenbar und zu präsent ist. Diese fotografische Serie ruft den Wunsch nach dem Empfinden und der Berührung mit realistischer Heftigkeit hervor und zeigt gleichermaßen die Haut als Oberfläche und Interface zwischen der inneren und der äußeren Welt, die bearbeitet und adaptiert werden muss. (Galerie Senn, Wien, 2016)
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: fotografia n° 1 dalla serie in 4 parti "Soft Power", ed. 1/1. Sono raffigurate sopra un lavabo le mani di una donna giovane in maniche di lino che si lava con un pezzo di sapone verde.

Girl with a Pearl Earring in 2016
Bene culturale / Oggetto

Girl with a Pearl Earring in 2016 / Lochmann, Cornelia

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Titolo / Responsabilità: Girl with a Pearl Earring in 2016 / Lochmann, Cornelia

Descrizione fisica: dipinto : tela altezza 220 cm - tela larghezza 175 cm - tela profondità 2 cm - walldrawing altezza 400 cm - walldrawing larghezza 340 cm

Data:2016

Nota:
  • lacca
  • inchiostro di china
  • tela
  • colore acrilico
  • dipinto
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Abstract: Dipinto a lacca e china su tela raffigurante un viso femminile astratto. La tela va appesa sopra un walldrawing realizzato ad acrilico nero su parete (tuttavia il dipinto è esponibile anche senza walldrawing). Il titolo dell'opera si rifà al dipinto "Ragazza con l'orecchino di perla" di Jan Vermeer del 1665.

Ghost #6
Immagine / Fotografia

Ghost #6 / Ding, Liu

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Titolo / Responsabilità: Ghost #6 / Ding, Liu

Descrizione fisica: fotografia : fotografia altezza 60 cm - fotografia larghezza 80 cm - cornice altezza 60.4 cm - cornice larghezza 81.4 cm - cornice profondità 4.5 cm

Data:2016

Nota:
  • carta fotosensibile
  • fotografato (fotografia a colori)
  • "Der chinesische Künstler Liu Ding (Changzhou, 1976) ist grundsätzlich mit den Bedingungen befasst, unter denen Kunst entsteht und existiert. Eine spezielle Rolle spielt für ihn nahe liegender Weise die Situation in China. Eines der Mittel, derer sich Liu Ding in seinen vielfältigen Arbeiten bedient, ist die Fotografie. Eine seiner letzten Fotoserien steht unter dem Obertitel Ghost. Es handelt sich um verdunkelte Szenen aus dem öffentlichen Raum in China, so als habe jemand Nachtaufnahmen ohne Beleuchtung und ohne Blitz gemacht. Liu Ding nimmt Bezug auf das Verbot von Werbeplakaten mit westlicher Schrift. An ihre Stelle treten chinesische Schriftzeichen. Die Fotos sind Indiz für die Existenz eines ideologischen Apparats, der unerwünschte Formen öffentlicher Kommunikation unterdrückt, um an ihrer Stelle gesellschafts- und staatstragende Tugenden zu propagieren. Bildlich gesprochen kann man sagen, dass Liu Dings Werke die Schatten der offiziellen politischen Haltung darstellen."

Nomi: Ding, Liu (Trova su Wikipedia)

Classificazione: Collezione Museion

Luoghi: Cina

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Abstract: Ed. 1/5 - Fotografia a colori su carta fotosensibile di una strada cinese ed un grande cartello pubblicitario con scritte in cinese. La fotografia è stata scattata dall'interno di un automobile.

Flock of Sheep
Bene culturale / Oggetto

Flock of Sheep / Hopf, Judith

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Titolo / Responsabilità: Flock of Sheep / Hopf, Judith

Descrizione fisica: installazione - scultura : misure variabili

Data:2016

Nota:
  • cemento
  • metallo
  • carboncino
  • fuso (in uno stampo)
  • disegnato
  • "Il gregge di pecore in mostra a Bolzano [...] consiste in creature di cemento prodotte mediante dei calchi per i quali sono stati impiegati dei cartoni di imballaggio, mentre le gambe che spuntano corrispondono ai ferri che servono nel processo di realizzazione. Le facce spiritose disegnate a carboncino sulla parte anteriore delle opere non solo ispirano simpatia, ma si prendono gioco delle convenzioni della scultura minimalista: della sua serialità e dell'intenzionale assenza di associazioni e di contenuti. Inoltre la presenza del piccolo gregge suscita un'implicita e ironica analogia con certi comportamenti dei visitatori." (Letizia Ragaglia "Sovversiva, sostenibile, fisica: l'arte ironica di Judith Hopf" in Judith Hopf UP, Museion, Mousse Publishing, Milano, pag. 33)
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Abstract: Cinque pecore realizzate in cemento, prodotte mediante dei calchi per i quali sono state impiegate delle scatole di cartone per traslochi. Alcune pecore sono provviste di gambe realizzate con barre di ferro per cemento armato laccate. Il volto delle pecore è disegnato a carboncino direttamente sul cemento.

Plastered Neon
Bene culturale / Oggetto

Plastered Neon / Heytens, Brecht

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Titolo / Responsabilità: Plastered Neon / Heytens, Brecht

Descrizione fisica: installazione : installazione altezza 40 cm - installazione lunghezza 120 cm - installazione profondità 4 cm

Data:2016

Nota:
  • vetro
  • neon
  • luce
  • gesso
  • montato
  • "Heytens esplora dimensioni formali e volumetriche, limiti e funzioni dei materiali. Le possibilità di un materiale le sperimenta sottraendolo alla sua necessità, avvicinandosi ad esso con un approccio super partes e trasportandolo in un contesto nuovo. L'artista ricava le sue voluminose installazioni soprattutto da materiali grezzi e ruvidi come il metallo, il legno o il gesso. L'opera 'Plastered Neon' è realizzata con un tubo neon che interagisce direttamente con il tema della luce. Testimonia in modo incisivo il linguaggio formale dell'artista, essenzialmente disadorno e scarno, ridotto al minimalista rudimento del materiale e della costruzione." (Mostra "FUNCTIONS" ewoLAB @ Atelierhaus, Museion, 2017)
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Ed. 2/7 - Tubo al neon fissato a parete con un getto di gesso.

Lucky Crocodile
Immagine / Fotografia

Lucky Crocodile / Arunanondchai, Korakrit

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Titolo / Responsabilità: Lucky Crocodile / Arunanondchai, Korakrit

Descrizione fisica: fotografia : opera altezza 74.4 cm - opera larghezza 60.9 cm

Data:2016

Nota:
  • colore acrilico
  • cartoncino
  • stampato (stampa a getto d'inchiostro)
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Ed. 1/30 – 30/30 + 5 AP - Inv. Museion: 1/30 - Stampa inkjet con l'immagine fotografica di una coda di coccodrillo, sulla quale l'artista ha realizzato l'impronta della propria mano ed alcuni schizzi con colori acrilici. L'edizione è stata realizzata per la vendita presso il Bookshop di Museion in occasione della mostra di Museion "Korakrit Arunanondchai - Painting with history 3 or two thousand five hundred and fifty nine years to figure stuff out" (01.06.2016 - 11.09.2016).

Rabenei
Bene culturale / Oggetto

Rabenei / Hopf, Judith

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Titolo / Responsabilità: Rabenei / Hopf, Judith

Descrizione fisica: oggetto : uovo altezza 4.5 cm - uovo larghezza 3 cm - base altezza 1.5 cm - base larghezza 4 cm - base profondità 4 cm

Data:2016

Nota:
  • ceramica
  • smalto
  • legno
  • invetriato
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Abstract: Ed. 1/27 – 27/27 + 3 AP - Inv. Museion: 1/27 - Uovo in ceramica smaltata (color turchese con maculature scure) su base in legno. I quattro lati della base presentano le parole impresse: "BIRD / LOOKING / BACK / SOON". L'edizione è stata realizzata per la vendita presso il Bookshop di Museion in occasione della mostra di Museion "Judith Hopf - Up" (01.10.2016 – 08.01.2017).

TABÙ (Version 1)
Bene culturale / Oggetto

TABÙ (Version 1) / Invernomuto

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Titolo / Responsabilità: TABÙ (Version 1) / Invernomuto

Descrizione fisica: installazione : misure variabili

Data:2016

Nota:
  • foglio di plastica
  • ritagliato
  • incollato
  • "STEREOTIPI E TABÙ Dal 2003 il nome Invernomuto indica una collaborazione tra gli artisti Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi. La loro pratica artistica include immagini in movimento e suoni (il loro medium principale), ma anche scultura, editoria, performance. Per il Museion Prize 1 sono stati selezionati due loro lavori, riguardanti gli stereotipi e un approccio critico verso modelli e rappresentazione dell'identità: il film MALÙ – Lo stereotipo della Venere Nera in Italia [censored] (2015) è un video-saggio che esamina la costruzione dell'immagine del corpo femminile nero nella società italiana, dall'era coloniale all'epoca moderna. Il secondo lavoro selezionato è TABÙ (2016), che consiste in icone e loghi in vinile tagliato al laser di marchi italiani che, consapevolmente o meno, hanno creato esempi di etno-marketing. Le due opere di Invernomuto candidate al Museion Prize 1 rappresentano un'esplorazione research-based e processuale della storia italiana, della sua identità culturale in evoluzione e, in modo particolare, del suo ambiguo rapporto con la dimensione dell'alterità, tra un passato coloniale che ne ha determinato alcuni caratteri distintivi, con i suoi residui mediatico-consumistico-populistici di fascinazione esotica, e un presente che pone le sfide congiunte di una globalizzazione dinamicamente irrisolta: dalla rivoluzione digitale e dalla finanziarizzazione dell'economia, con le sue crisi auto-indotte, all'espansione e radicalizzazione di fenomeni nazionalistici, terroristici, migratori o, nel contesto di una sistematica discriminazione fra nord e sud del mondo, di rischio climatico-ambientale. MALÙ – Lo stereotipo della Venere Nera in Italia [censored] fa riferimento a tre ambiti di uno stereotipo risalente al XIX secolo: la fascinazione europea per Saartjie Baartman, la cosiddetta “Venere ottentotta”; la riproposizione nel cinema italiano degli anni sessanta e settanta e in campagne pubblicitarie degli anni ottanta di fotografie di donne abissine e i più recenti fenomeni di frenesia mediatica che hanno coinvolto Silvio Berlusconi e Ruby Rubacuori. MALÙ – Lo stereotipo della Venere Nera in Italia [censored] è un film strutturato specificatamente sul montaggio critico di immagini di donne abissine commissionate negli anni venti all'Istituto Luce dal regime fascista, di found footage attinente al sottogenere documentario italiano noto come Mondo Movie che, a partire degli anni sessanta, mischiando realtà e finzione, gettò le basi della successiva Blaxploitation degli anni settanta – di cui la serie dedicata alla sexy e disinibita Emmanuelle può considerarsi il culmine, sia per la sua serialità narrativa che per il successo nell'immaginario del pubblico–, fino ai canoni cine-pubblicitari degli anni ottanta. Il corpo obliterato nello storytelling collettivo della donna di colore – soggetto della ricerca di Invernomuto in queste opere – continua ancora oggi a essere oggetto di una rimodulazione narrativa che corrisponde a una rimozione della realtà oggettiva a vantaggio dello stereotipo collettivo. Come evidenziato anche nella seconda opera (TABÙ, 2016), in cui vengono catalogati e comparati loghi e logotipi di marchi commerciali italiani che, consapevolmente o meno, hanno declinato o declinano le strategie narrative di un vero e proprio etno-marketing razzista e sessista, della sua perdurante semplificazione della realtà storica e distorsione della realtà psicologica del soggetto (a-)rappresentato. Questo lavoro mette insieme le rappresentazioni dell’alterità nera e africana: visi e maschere privati del loro riferimento testuale o della loro identità di brand." (Beatrix Ruf, "STEREOTIPI E TABÙ" in: Museion Prize 1 - Opere d'arte di Invernomuto, Julia Frank, Sonia Kacem, Verena Dengler, Museion, Bolzano 2016, pag. 101-103)
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Ed. unica - Installazione site specific composta da adesivi prespaziati su vinile da applicare su parete. Gli adesivi mostrano loghi e logotipi di famosi marchi commerciali italiani di caffè, cioccolato e dolciumi vari. Con quest'installazione ed il video "MALÙ - Lo stereotipo della Venere Nera in Italia [censored]" (nr. inv. Museion 2372), Invernomuto assieme a Verena Dengler vincono ex aequo la prima edizione del Premio Museion (Museion Prize1) dedicato ai giovani artisti. Le due opere di Invernomuto entrano a far parte della Collezione permanente di Museion.

Heimatkunde
Bene culturale / Oggetto

Heimatkunde / Degiorgis, Nicolò - Rorhof

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Titolo / Responsabilità: Heimatkunde / Degiorgis, Nicolò - Rorhof

Descrizione fisica: installazione : pannello (cad.) altezza 245 cm - pannello (cad.) larghezza 191 cm - pannello (cad.) profondità 4 cm

Data:2016

Nota:
  • carta
  • cartoncino
  • metallo
  • stampato (stampa offset)
  • montato
  • Il libro è un invito a creare attivamente una mappatura personalizzata, geografica e concettuale, per costruirsi una visione personale e stratificata del "luogo" in cui si vive. La scelta della scuola Alexander Langer non è casuale: essa rappresenta infatti un esempio concreto di relazione tra scolari delle scuole tedesca e italiana, che, condividendo lo stesso edificio scolastico, hanno occasione di interagire.
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Abstract: Ed. 1/3 - Libro d'artista installato a parete oppure sotto forma di casetta (2 pannelli, stampa offset, rilegato a spirale). Il libro d'artista è una riedizione del quaderno originale di Heimatkunde (materia insegnata nelle scuole elementari tedesche dell'Alto Adige fino agli anni Novanta) utilizzato dallo stesso Nicolò Degiorgis ai tempi delle elementari. In questa nuova edizione è pensato per essere strumento attivo di lavoro da parte degli scolari. Diverse classi della scuola Langer di Bolzano ricevettero infatti una copia del libro per creare il proprio quaderno personalizzato di Heimatkunde. Alle pagine originali, cromatiche, il volume associa infatti pagine bianche, che ogni studente potrà compilare nella sua lingua e in base alle proprie idee e visioni. Se nella parte iniziale si è invitati a descrivere se stessi, la visione si allarga poi alla propria famiglia, agli amici, alla classe e quindi al territorio e all'ambiente circostante. "Heimatkunde" è il primo libro d'artista presentato da Nicolò Degiorgis in vista del suo progetto di mostra "Hämatli & Patriae" a Museion (16.09.2017 - 14.01.2018), all'interno della quale Degiorgis rilegge i concetti di "Heimat" e "patria" alla luce della situazione attuale in Europa.

Senza titolo
Immagine / Fotografia

Senza titolo / Perrone, Diego

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Titolo / Responsabilità: Senza titolo / Perrone, Diego

Descrizione fisica: grafica : opera altezza 101.2 cm - opera larghezza 141.2 cm - cornice altezza 105 cm - cornice larghezza 145 cm - cornice profondità 5.2 cm

Data:2016

Nota:
  • penna a sfera
  • carta
  • disegnato
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Abstract: Disegno a penna a sfera rossa su carta: pesci in un contesto di flora subacquea.

CLOUDS (EDITION)
Immagine / Fotografia

CLOUDS (EDITION) / Messner, Philipp - Geuter, Maximilian

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Titolo / Responsabilità: CLOUDS (EDITION) / Messner, Philipp - Geuter, Maximilian

Descrizione fisica: fotografia : fotografia (cad.) altezza 34 cm - fotografia (cad.) larghezza 23 cm - cornice (cad.) altezza cm - cornice (cad.) larghezza cm - cornice (cad.) profondità cm

Data:2016

Nota:
  • carta
  • pigmento
  • stampato
  • fotografato (fotografia a colori)
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Ed. 9/21 - Cinque stampe Gliclée (stampa a pigmenti su carta Hahnemühle Fine Art) con diverse immagini fotografiche di un paesaggio coperto da neve colorata. Le fotografie sono state scattate nel gennaio 2016 in occasione del Happening "CLOUDS" sul prato davanti alla Alte Pinakothek di Monaco, durante il quale, con cannoni da neve e coloranti alimentari, l'artista ha ricoperto il paesaggio di neve artificiale gialla, turchese e rosa.

CLOUDS (01)
Immagine / Fotografia

CLOUDS (01) / Messner, Philipp - Geuter, Maximilian

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Titolo / Responsabilità: CLOUDS (01) / Messner, Philipp - Geuter, Maximilian

Descrizione fisica: fotografia : opera altezza 273 cm - opera larghezza 175 cm - opera profondità 0.4 cm - foto altezza 200.5 cm - foto larghezza 134 cm

Data:2016

Nota:
  • carta
  • vetro acrilico
  • fotografato (fotografia a colori)
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Abstract: Ed. 1/3 - Stampa giclée (stampa a pigmenti su carta Hahnemühle Fine Art) con l'immagine fotografica di un paesaggio coperto da neve colorata. La fotografia è stata scattata nel gennaio 2016 in occasione del Happening "CLOUDS" sul prato davanti alla Alte Pinakothek di Monaco, durante il quale, con cannoni da neve e coloranti alimentari, l'artista ha ricoperto il paesaggio di neve artificiale gialla, turchese e rosa.

Infinite contradiction
Bene culturale / Oggetto

Infinite contradiction / Apparatus 22

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Titolo / Responsabilità: Infinite contradiction / Apparatus 22

Descrizione fisica: installazione : opera altezza 200 cm - bandiera (cad.) lunghezza 148 cm - bandiera (cad.) larghezza 80 cm

Data:2016

Nota:
  • cuoio
  • legno
  • acciaio
  • colore acrilico
  • cucito
  • montato
  • "La scultura triangolare è composta da tre bandiere nere in pelle cucite assieme a formare una sorta di 'manifesto silenzioso'. Il materiale e il colore rimandano anche a una subcultura giovanile che nonostante l'aspetto 'dark' è promotrice di un messaggio positivo. La scultura infatti non è da intendersi come un'anti-bandiera o come simbolo di un'azione mancata, ma come una fruttuosa coesistenza di prospettive divergenti. Solo tre persone coordinate tra loro possono muoverla nello spazio, anche urbano. La scultura quindi diventa sia metafora delle dinamiche creative del collettivo rumeno Apparatus 22, sia strumento che attiva una riflessione sulle relazioni, anche di potere, che si instaurano all'interno di una società." (XV Rectum & Versum / Apparatus 22 in: Degiorgis, Nicolò (ed.) Hämatli & Patriæ, Museion, Humboldt Books, Milano 2017, pag. 166)
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Abstract: Ed. 2/3 + 3 AP - Scultura composta da tre bandiere unite assieme (pelle nera riutilizzata, aste in legno, tre basi in acciaio).

The Push
Bene culturale / Oggetto

The Push / Arias-Misson, Alain

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Titolo / Responsabilità: The Push / Arias-Misson, Alain

Descrizione fisica: oggetto : opera altezza 30 cm - opera larghezza 30 cm - opera profondità 7 cm

Data:2016

Nota:
  • vetro acrilico
  • luce
  • stampato (laser)
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Abstract: Stampa laser all'interno di un blocco di plexiglas trasparente (+ lampada). Si tratta di un testo inglese stampato in forma conica. Per la precisione si tratta della ripetizione della frase: "a slight push I turned and saw her face and plunged into the abyss of lost love lost dream lost life tumble collapse into the void". L'artista: "È una frase tratta da un mio sogno personale pieno di ansia. Parla di un tradimento di e verso un amante, l'angoscia della colpa e dell'oblio".

Becoming otherwise (human / nonhuman bodies, all interconnected cells)
Bene culturale / Oggetto

Becoming otherwise (human / nonhuman bodies, all interconnected cells) / Gamper, Barbara

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Titolo / Responsabilità: Becoming otherwise (human / nonhuman bodies, all interconnected cells) / Gamper, Barbara

Descrizione fisica: installazione : Opera altezza 120 cm - cerchio in acciaio (piccolo) diametro 35 cm - cerchio in acciaio (grande) diametro 94 cm

Data:2016

Nota:
  • acciaio
  • stoffa
  • seta
  • carta
  • lattice
  • iuta
  • tinto
  • Barbara Gamper analizza in modo critico le tradizionali attribuzioni del corpo femminile realizzando tessuti fatti a mano sotto forma di oggetti e costumi, a cui dà vita durante le sue performance dal vivo interattive. Utilizzando forme rotonde, ovali e triangolari, gli oggetti dell’artista rimandano ad archetipi di femminilità, basati sui modelli della ricercatrice lituana Marija Gimbutas, che si occupa di società matriarcale, nonché sul lavoro della studiosa di storia naturale Donna Haraway e sulle sue teorie relative a una nuova relazione tra la Terra e i suoi abitanti. (Provincia Autonoma di Bolzano (ed.), Arbeiten / Lavori in Corso II, Kunstankäufe / Aquisti di opere d’arte 2012 – 2018, pag. 72) Questo è il secondo lavoro di una serie di oggetti in arazzo trapuntato a mano e di un video con il titolo "becoming otherwise". Tutti e tre i lavori si rifanno all'idea del "diventare" elaborata negli studi di Deleuze e Guattari. Mentre il primo lavoro si riferisce all'idea di "diventare donna" e "diventare minore", questo lavoro si occupa dell'idea del diventare a livello di cellule e molecole, della trasformazione cellulare, della permeabilità e dello scambio. Mette in primo piano le forme di vita simbiotiche all'interno di uno e tra più organismi e i loro intrecci materiali e immateriali. L'opera consiste in nastri di seta naturale e di carta colorata a mano. Per quanto riguarda il materiale, la seta è prodotta dal baco da seta, mentre la carta proviene da piante. Le componenti materiali di questo lavoro sono importanti per evidenziare il titolo, l'interconnessione dei materiali con i loro ambienti e gli ecosistemi tra produttori e utenti. Ho scelto di utilizzare il modello delle celle esagonali, in quanto è la forma più salvaspazio in tutte le forme e anche la più riconoscibile per una cella. Inoltre, l'aspetto visivo dell'esagono ricorda immediatamente il motivo a nido d'ape di un alveare. L'alveare diventa così rilevante anche per il suo significato e la sua potenziale ispirazione per il cambiamento della società: una società matriarcale, in cui le api operaie prendono tutte decisioni collettivamente. L'arazzo è appeso al soffitto quando viene presentato come installazione. L’opera è stat attivata tramite una live performance, attraverso la quale si trasforma. (Barbara Gamper, Portfolio 2016-2021, tradotto dall'inglese)
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Abstract: Scultura tessile composta da 3 pezzi di arazzo trapuntati a mano e fissati ad una struttura di cerchi in acciaio saldati a mano. L'opera è appesa a 4 cavi d'acciaio di uguale lunghezza. L'installazione può essere attivata tramite una performance live da parte dell'artista.

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2016

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Abstract: 1.nov 2016, Friedhof, private Feier, Weisses Rössl

fotografia
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fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2016

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Abstract: 1.nov 2016, Friedhof, private Feier, Weisses Rössl

fotografia
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fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2016

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Abstract: Kunst Event in der Gießerei Dirler in Marling, monalisaflash art exhibition?

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2016

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Abstract: Kunst Event in der Gießerei Dirler in Marling, monalisaflash art exhibition? Nicole Abler